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Collocamento obbligatorio novità 2017

Gentile Cliente,

con la stesura del presente documento informativo intendiamo metterLa a conoscenza che, dal 1° gennaio 2017, l’obbligo di assumere un lavoratore disabile per chi ha alle proprie dipendenze tra 15 e 35 lavoratori scatta in maniera “automatica”, poiché è stato soppresso l’art. 3, comma 2 della Legge n. 68/1999 che subordinava tale obbligo solo in caso di nuove assunzioni.

Inoltre, Le ricordiamo che dall’8 ottobre 2016 sono stati modificati anche gli importi sanzionatori in caso di mancata assunzione dopo 60gg dall’insorgenza dell’obbligo, che passa da 62,77 euro a 153,20 euro (30,64 euro moltiplicato per 5) per ogni giorno lavorativo di “scopertura”.

Premessa

Il 2017 segna l’inizio di importanti novità anche in tema di collocamento dei disabili. Infatti, a seguito dei recenti interventi legislativi – ossia del D.Lgs. n. 151/2015 e del D.Lgs. n. 185/2016 – si è modificata in maniera importante la disciplina di assunzione di tale categoria di lavoratori.

Di seguito un riepilogo delle principali novità.

novità collocamento obbligatorio

 

Assunzione automatica

È nostra cura metterLa al corrente che, a partire dal 1° gennaio 2017, è stato soppresso l’art. 3, comma 2 della Legge n. 68/1999, con conseguente superamento, per i datori di lavoro privati che occupano da 15 a 35 dipendenti, del regime di gradualità nell’attuazione dell’obbligo di assunzione che era subordinato all’effettuazione di “nuove assunzioni”.

 

Quindi, mentre prima l’obbligo di assumere un disabile scattava solo in caso di nuove assunzioni, ora il semplice fatto di avere dai 15 ai 35 dipendenti impone al datore di lavoro di avere alle proprie dipendenze il lavoratore disabile nei termini previsti per gli altri datori di lavoro (sessanta giorni dall’obbligo).

 

 

assunzione disabili

 

Per i partiti politici, le organizzazioni sindacali e le organizzazioni che, senza scopo di lucro, operano nel campo della solidarietà sociale, dell’assistenza e della riabilitazione, la quota di riserva si computerà normalmente (fino al 31 dicembre 2016 il computo si effettua solo con riferimento al personale tecnico-esecutivo e svolgente funzioni amministrative).

 

Nuovi importi sanzionatori

Altro importante e recente intervento legislativo in merito all’assunzione e impiego dei disabili nell’organizzazione aziendale che appare doveroso segnalarLe è il Decreto Correttivo al Jobs Act (D.Lgs. n. 185/2016), il quale – a decorrere dall’8 ottobre 2016 – ha rivisitato l’apparato sanzionatorio in caso di mancata assunzione del lavoratore disabile, trascorsi 60 giorni dalla data in cui insorge l’obbligo di riserva.

 

L’art. 15, co. 4 della L. n. 68/1999 prevedeva che “Trascorsi sessanta giorni dalla data in cui insorge l’obbligo di assumere soggetti appartenenti alle categorie di cui all’articolo 1, per ogni giorno lavorativo durante il quale risulti non coperta, per cause imputabili al datore di lavoro, la quota dell’obbligo di cui all’articolo 3, il datore di lavoro stesso è tenuto al versamento, a titolo di sanzione amministrativa, al Fondo di cui all’articolo 14, di una somma pari a lire 100.000 (euro 62,77) al giorno per ciascun lavoratore disabile che risulta non occupato nella medesima giornata”.

 

Sul punto, innanzitutto Le segnaliamo l’adeguamento alla moneta di riferimento, in quanto la vecchia normativa parla di “100.000 lire”; tale importo, ora, è stato di fatto sostituito con quello del contributo esonerativo di cui all’articolo 5, comma 3-bis della L. n. 68/1999 (30,64 euro) e moltiplicato per cinque volte.

 

Quindi, dall’8 ottobre 2016 la sanzione risulta essere di 153,20 euro (30,64 euro moltiplicato per 5) per ogni giorno lavorativo di “scopertura”.

 

Dunque, Le specifichiamo che ad essere modificato non è il meccanismo sanzionatorio, che è proporzionale al periodo di scopertura, bensì l’importo della sanzione che aumenta più del doppio, ossia passa da 62,77 euro a 153,20 euro (importo soggetto a rivalutazione quinquennale). Il nuovo importo sanzionatorio, infatti, si lega alla misura del contributo esonerativo parziale, che moltiplicato per 5 dà proprio 153,20 euro.

 

Gli importi delle sanzioni amministrative appena illustrate sono adeguati ogni cinque anni con Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.

 

Tuttavia, per compensare l’aumento delle sanzioni, il legislatore ha introdotto l’istituto della diffida di cui all’art. 13 del D.Lgs. n. 124/2004, ottemperando alla quale il datore di lavoro inadempiente sarà soggetto ad una sanzione pari a 38,30 euro, ossia 1/4 della sanzione stabilita in misura fissa.

 

Art. 13, co. 2 del D.Lgs. n. 124/2004 –In caso di ottemperanza alla diffida, il datore di lavoro è ammesso al pagamento dell’importo delle sanzioni nella misura pari al minimo previsto dalla legge ovvero nella misura pari ad un quarto della sanzione stabilita in misura fissa. Il pagamento dell’importo delle sanzioni amministrative estingue il procedimento sanzionatorio”.

 

Capacità lavorativa

Altra novità da tenere presente dal nuovo anno, concerne la computabilità dei lavoratori già disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro. Per questi ultimi, in particolare, viene stabilito che, anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio, la computabilità riguarda i lavoratori che abbiano una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 60%.

 

Finora, si ricorda, la regola scattava per riduzione della capacità superiore al 60%. Pertanto, nel comma 3-bis dell’art. 4 della L. n. 68/1999 le parole “riduzione della capacità lavorativa superiore al 60 per cento” sono sostituite da “riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 60 per cento”, ampliando leggermente l’agevolazione e prevedendo il computo anche nel caso in cui la riduzione della capacità lavorativa sia pari o superiore al 60%.

 

Dunque, i disabili non assunti tramite le liste di collocamento speciali possono essere computati nella riserva se la loro disabilità è anche pari al 60% e non solo superiore a tale percentuale.

Vanno computati nella quota di riserva i lavoratori, già disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro ed anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio, purché:

  • abbiano una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 60% (prima la percentuale doveva essere superiore al 60%);
  • o minorazioni ascritte dalla 1^ alla 6^ categoria di cui alle tabelle annesse al T.U. delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con D.P.R. n. 915/78;
  • o con disabilità intellettiva e psichica, con riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, accertata dagli organi competenti.