Skip to content

Informazioni rilevanti ai fini del bilancio

Premessa

Come noto, le società di capitali devono approvare il bilancio d’esercizio entro 120 giorni dal termine dell’esercizio, ovvero entro il 30 aprile ove l’esercizio coincida con l’anno solare.

È tuttavia possibile prorogare tale scadenza in caso di particolari esigenze derivanti dalla struttura della società e dall’oggetto sociale. In tal caso il termine è stabilito in 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio.

 

In ogni caso si vuole richiamare l’attenzione, con il presente intervento, su alcune poste di bilancio particolarmente rilevanti, sulle quali si invita il Cliente a comunicare qualsiasi incertezza o dato utile.

 

Le disponibilità liquide

I movimenti di cassa rappresentano un dato estremamente importante, sul quale è necessario focalizzare l’attenzione.

In primo luogo è necessario ricordare come sia vietato qualsiasi trasferimento in contanti di importo superiore a 999,99 euro, anche se frazionato.

Con riferimento alle operazioni frazionate possiamo richiamare alcuni importanti aspetti nello schema che segue:

 

L’operazione viola le disposizioni in tema di circolazione del contante se la somma dei molteplici trasferimenti supera le soglie previste?

Trasferimenti di denaro effettuati artificiosamente in modo frazionato al fine di eludere le disposizioni in tema di circolazione del contante

 

SI

Tra un trasferimento di denaro e l’altro  intercorre un termine superiore ai 7 giorni

 

NO

È comunque necessario verificare che le operazioni non siano artificiosamente suddivise per eludere la norma.

Acquisto in luoghi diversi di vari beni (anche se effettuati nello stesso giorno)

NO

Frazionamenti previsti da prassi commerciali o frutto della libertà contrattuale delle parti purché se ne possa dare prova documentale (es. pagamento a rate indicato sulla fattura o su un separato documento da allegare alla fattura)

NO

Frazionamento connaturato all’operazione stessa (ad esempio un contratto di somministrazione).

NO

 

Oltre alle disposizioni in tema di circolazione del contante è bene ribadire come, anche ai fini fiscali:

  • la cassa non può mai essere negativa, in quanto ciò comporterebbe la presunzione di ricavi non dichiarati in capo al contribuente;
  • la cassa non può raggiungere valori troppo elevati, in quanto potrebbero essere presunti eventuali distribuzioni di denaro ai soci.

È altresì da rilevare come una consistenza di cassa elevata, a fronte della quale non vi sono le effettive disponibilità liquide potrebbe far scattare l’inattendibilità delle scritture contabili (e, quindi, un eventuale accertamento induttivo).

  • movimenti di cassa troppo frequenti e non giustificati, soprattutto nei confronti dei soci, potrebbero far presumere ricavi non dichiarati.

 

Al 31.12.2013 risulta pertanto estremamente importante la riconciliazione dei conti.

Le rimanenze finali

Con specifico riferimento alle rimanenze finali assume rilievo il valore di realizzo.

Art. 2426 c.c.

le rimanenze, i titoli e le attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni sono iscritti al costo di acquisto o di produzione, calcolato secondo il numero 1), ovvero al valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato, se minore; tale minor valore non può essere mantenuto nei successivi bilanci se ne sono venuti meno i motivi. I costi di distribuzione non possono essere computati nel costo di produzione

Si ricorda, pertanto, che è sempre necessario verificare se il valore di realizzo sia inferiore al costo di acquisto o di produzione, in quanto tale aspetto andrebbe ad incidere sui valori da riportare in bilancio.

 

I crediti verso clienti

Con specifico riferimento ai crediti verso clienti il primo controllo da effettuare riguarda proprio la verifica dell’esistenza del credito stesso.

Successivamente l’attenzione dovrà essere concentrata sulla valutazione del credito.

A tal proposito si ricorda che i crediti devono essere iscritti secondo il presumibile valore di realizzo, ragion per cui potrebbe essere necessario rilevare una svalutazione o una perdita su crediti.

 

Si ricorda, altresì, che, ai fini fiscali la deducibilità è ammessa solo nel rispetto di quanto stabilito dall’art. 101 TUIR

 

Si consiglia pertanto, nel caso in cui non ricorra una delle fattispecie per le quali si presume la sussistenza degli elementi certi e precisi, di produrre apposita documentazione che attesti l’esito negativo delle azioni esecutive promosse dal creditore (si pensi al verbale di pignoramento negativo), oppure le eventuali lettere dei legali (o dell’agenzia di recupero crediti) che, incaricati alla riscossione del credito, attestino l’attività svolta per il recupero del credito e i motivi per i quali l’inesigibilità sia ormai da considerarsi definitiva.

 

Fatture da emettere e da ricevere

Risulta estremamente importante, nel rispetto dei corretti principi contabili, contabilizzare le fatture da emettere e da ricevere al 31.12.2013.

A tal proposito si ricorda, in ogni caso, che, ai fini fiscali, se la fattura non viene ricevuta nel termine dei 4 mesi dalla data di effettuazione dell’operazione, è necessario procedere con la regolarizzazione presso gli Uffici dell’Agenzia delle entrate.

Decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471

Articolo 6

“.. Il cessionario o il committente che, nell’esercizio di imprese, arti o professioni, abbia acquistato beni o servizi senza che sia stata emessa fattura nei termini di legge o con emissione di fattura irregolare da parte dell’altro contraente, è punito, salva la responsabilità del cedente o del commissionario, con sanzione amministrativa pari [al cento per cento dell’imposta], con un minimo di lire cinquecentomila, sempre che non provveda a regolarizzare l’operazione con le seguenti modalità :

 a) se non ha ricevuto la fattura, entro quattro mesi dalla data di effettuazione dell’operazione, presentando all’ufficio competente nei suoi confronti, previo pagamento dell’imposta, entro il trentesimo giorno successivo, un documento in duplice esemplare dal quale risultino le indicazioni prescritte dall’ articolo 21 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, relativo alla fatturazione delle operazioni;

 b) se ha ricevuto una fattura irregolare, presentando all’ufficio indicato nella lettera a), entro il trentesimo giorno successivo a quello della sua registrazione, un documento integrativo in duplice esemplare recante le indicazioni medesime, previo versamento della maggior imposta