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Tirocini Regione Lazio: apportate modifiche alla nuova disciplina

Disposizione normativa

Normativa e prassi

Con la modifica della Delibera della Giunta Regionale n. 533 del 9 agosto 2017, sono state apportate modifiche alla nuova disciplina dei tirocini di cui all’allegato A “Attuazione dell’accordo adottato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 25 maggio 2017 sui tirocini, in applicazione dell’art. 1, commi da 34 a 36, legge 28 giugno 2012, n. 92”.

INFORMA – Nella delibera viene ricordato che i tirocini per cui è stata effettuata la comunicazione obbligatoria prima della data del 2 agosto 2019, restano disciplinati dalla DGR 533/2017 fino alla scadenza indicata nel progetto formativo individuale.

Il Tirocinio

Il tirocinio è una misura formativa di politica attiva, finalizzata a favorire l’orientamento al lavoro, l’arricchimento delle conoscenze, l’acquisizione di competenze professionali e l’inserimento o il reinserimento lavorativo.

Il tirocinio non configura un rapporto di lavoro e si realizza sulla base di un progetto formativo individuale (PFI) concordato fra soggetto promotore, soggetto ospitante e tirocinante che definisce gli obiettivi formativi da conseguire nonché le modalità di attuazione.

I Destinatari

I destinatari dei tirocini extracurriculari (formativi e di orientamento o di inserimento/reinserimento lavorativo) sono:
a)  i lavoratori in stato di disoccupazione ai sensi dell’art. 19 del D.Lgs. n. 150/2015 e s.m.i. e le persone prive di impiego;
b)  i lavoratori beneficiari di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro;
c)  i lavoratori a rischio di disoccupazione;
d)  le persone già occupate e che siano in cerca di altra occupazione;
e)  le persone disabili di cui all’art. 1, co. 1, della L. n. 68/1999 e le persone svantaggiate ai sensi della L. n. 381/1991; i richiedenti protezione internazionale e titolari di status di rifugiato e di protezione sussidiaria ai sensi del D.P.R. n. 21/2015; le vittime di violenza e di grave sfruttamento da parte delle organizzazioni criminali e soggetti titolari di permesso di soggiorno rilasciato per motivi umanitari, ai sensi del D.Lgs. n. 286/1998; vittime di tratta ai sensi del D.Lgs. n. 24/2014.

I soggetti minori di età non sono destinatari di tirocini.

Sono fatti salvi i tirocini promossi dai Centri per l’Impiego durante il periodo estivo in favore di soggetti minori che abbiano assolto all’obbligo di istruzione e siano iscritti al successivo anno del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e di formazione.

Durata del tirocinio

La durata massima, comprensiva di proroghe e rinnovi presso lo stesso soggetto ospitante dei tirocini extracurriculari, non può essere superiore a sei mesi, fatta eccezione per i soggetti in stato di protezione internazionale, i titolari di status di rifugiato e di protezione sussidiaria per cui può avere una durata massima di dodici mesi e per le persone disabili la cui durata complessiva può arrivare fino a ventiquattro mesi.

Il periodo di sospensione non concorre al computo della durata complessiva del tirocinio secondo i limiti massimi e minimi indicati.

La durata minima del tirocinio non può essere inferiore a due mesi, ad eccezione del tirocinio attivato presso i soggetti ospitanti che svolgono attività stagionali, per il quale la durata minima è ridotta ad un mese.

Il tirocinio può essere sospeso per maternità, per infortunio o malattia di lunga durata, intendendosi per tali quelli che si protraggono per una durata pari o superiore a 30 giorni solari.

Il tirocinio può, inoltre, essere sospeso per i periodi di chiusura aziendale della durata di almeno 15 giorni solari consecutivi.

NOTA BENE – Il tirocinio può essere interrotto dal soggetto ospitante o dal soggetto promotore in caso di gravi inadempienze da parte di uno dei soggetti coinvolti e può essere interrotto dal soggetto ospitante o dal soggetto promotore in caso di impossibilità a conseguire gli obbiettivi formativi del PFI.

Nel PFI deve essere indicato il numero di ore giornaliere e settimanali che il tirocinante è tenuto ad osservare e che comunque non può essere superiore a quanto previsto dal contratto collettivo applicato dal soggetto ospitante, in riferimento alle attività oggetto del tirocinio.

Il soggetto ospitante non può realizzare più di un tirocinio con il medesimo tirocinante, salvo proroga o rinnovo e comunque nel rispetto della durata massima prevista.

Numero di tirocini attivabili

Il soggetto ospitante può attivare contemporaneamente un numero di tirocini in proporzione alle dimensioni dell’unità operativa secondo le seguenti quote di contingentamento:

  • un tirocinante per le unità operative in assenza di dipendenti, o con non più di cinque dipendenti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o di dipendenti con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, purché la data di inizio del contratto a tempo determinato sia anteriore alla data di avvio del tirocinio e la scadenza posteriore alla data di fine del tirocinio;
  • non più di due tirocinanti contemporaneamente per le unità operative con un numero di dipendenti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o di dipendenti con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato compreso tra sei e venti, purché la data di inizio del contratto a tempo determinato sia anteriore alla data di avvio del tirocinio e la scadenza posteriore alla data di fine del tirocinio;
  • tirocinanti attivi contemporaneamente in misura non superiore al 10% del numero complessivo di dipendenti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e di dipendenti con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato presenti nella specifica unità operativa con più di 20 dipendenti.

Il calcolo è effettuato applicando l’arrotondamento all’unità superiore.

È ricompreso il computo dei dipendenti a tempo determinato purché la data di inizio del contratto sia anteriore alla data di avvio del tirocinio e la scadenza sia posteriore alla data di fine del tirocinio.

I soggetti ospitanti possono attivare, in deroga ai limiti previsti:
–        un tirocinio se, alla data di avvio di quest’ultimo, hanno assunto almeno il 20% dei tirocinanti attivati nei 24 mesi precedenti;
–        due tirocini se, alla data di avvio di quest’ultimi, hanno assunto almeno il 50% dei tirocinanti attivati nei 24 mesi precedenti;
–        tre tirocini se, alla data di avvio di quest’ultimi, hanno assunto almeno il 75% dei tirocinanti attivati nei 24 mesi precedenti;
–        quattro tirocini se, alla data di avvio di quest’ultimi, hanno assunto il 100% dei tirocinanti attivati nei 24 mesi precedenti. La trasformazione in contratto di lavoro deve essere avvenuta entro i 30 giorni successivi il termine dei tirocini.

L’Assicurazione

Il soggetto promotore è tenuto a garantire il rispetto dell’obbligo assicurativo per il tirocinante contro gli infortuni sul lavoro presso l’INAIL, oltre che per la responsabilità civile verso i terzi con idonea compagnia assicuratrice. La convenzione può prevedere che l’obbligo assicurativo venga assolto dal soggetto ospitante o dal soggetto promotore.

L’indennità di partecipazione

In favore dei tirocinanti è corrisposta un’indennità minima per la partecipazione al tirocinio di importo lordo mensile pari a euro 800.

L’indennità è erogata:

  • per intero a fronte di una partecipazione minima al tirocinio del 70% su base mensile;
  • in misura proporzionale all’effettiva partecipazione, compreso il caso di tirocinio attivato presso i soggetti ospitanti che svolgono attività stagionali, di durata mensile, qualora inferiore alla percentuale del 70%;
  • in misura proporzionale all’effettiva partecipazione al tirocinio, su base mensile, qualora l’impegno in termini di orario previsto dal PFI sia inferiore, ma comunque uguale o superiore al 50%, rispetto a quello previsto per i lavoratori subordinati dal Contratto collettivo di riferimento.

OSSERVA – Nel caso di tirocini attivati in favore di lavoratori sospesi e comunque percettori di forme di sostegno al reddito, l’indennità di tirocinio è corrisposta fino a concorrenza con l’indennità minima percepita nel periodo coincidente con quello di fruizione del sostegno.

L’indennità corrisposta al tirocinante è considerata ai fini fiscali quale reddito assimilato a quello da lavoro dipendente, ma non comporta la perdita dello stato di disoccupazione eventualmente posseduto dal tirocinante.